REALTA’ ED INVENZIONI PROPAGANDISTICHE

Nei giorni in cui, al Parlamento Europeo, si sfoggia una disgustosa mostra sulle foibe – qui la protesta di alcuni eurodeputati croati e sloveni – allestita dalla delegazione fascista italiana guidata dal marchigiano Carlo Fidanza ed esposta con il beneplacito dei loro amichetti del Partito Popolare Europeo, vogliamo rivangare una storia assai poco propagandata dall’occidente anticomunista.

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Si tratta dell’utilizzo che il regime del maresciallo Josip Broz detto Tito fece di Goli Otok (Isola Calva) nel periodo (1949-1957) della rottura dei rapporti tra la Terza Internazionale Comunista e gli uomini al potere a Belgrado che, per utilizzare – impropriamente, ma speriamo di non incorrere negli strali dei puristi – un termine molto in voga qualche anno dopo, erano “incamminati sulla via del capitalismo”.

Qui venivano imprigionati i comunisti che erano rimasti fedeli all’internazionalismo proletario – perseguito, al tempo, dall’Ufficio di Informazione dei Partiti Comunisti (Cominform) – che erano visti dai titini come un pericolo per lo sviluppo del loro sistema di “socialismo” basato sull’autogestione: una forma di anticomunismo che, non a caso, venne poi riabilitata dal giuda Nikita Sergeevic Krusciov.

Questa è la verità storica, che persino i trotzkisti che si annidano nella redazione del quotidiano il manifesto furono costretti ad ammettere tempo fa, mentre le “decine di migliaia di morti infoibati soltanto perché italiani” sono una leggenda utilizzata dai fascisti – italiani, ma non solo – per vomitare tutto il loro odio verso la Resistenza alla dittatura sanguinaria instaurata da Mussolini.

 

Bosio (Al), 16 febbraio 2025

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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